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Sherlock - L'abominevole Sposa


L'abominevole sposa (The Abominable Bride) è un episodio speciale della serie televisiva britannica Sherlock. L'episodio, che è ambientato per la prima volta nella serie nella Londra vittoriana, è stato mandato in onda nel Regno Unito su BBC One e BBC One HD il 1º gennaio 2016. Il titolo è basato sulla frase "Ricoletti, lo sciancato, e la sua abominevole moglie" dal racconto Il cerimoniale dei Musgrave, in riferimento a un caso già risolto e menzionato da Sherlock Holmes[1]; contiene diversi elementi del canone sherlockiano tra cui a Uno studio in rosso, Il segno dei quattro e L'ultima avventura.




Sherlock - L'abominevole sposa



L'episodio inizia con un flashback riassuntivo di tutti gli episodi. Si arriva poi a fine XIX secolo, periodo della seconda guerra anglo-afghana, dove il dottor John Watson racconta del suo servizio in Afghanistan, dal quale si è ritirato a causa di una grave ferita. Dopo il congedo, il medico dall'esercito va a Londra, dove è accolto da Stamford, suo compagno di studi alla Barts, che gli fa incontrare Sherlock Holmes, intento a battere cadaveri con un bastone per stabilire il principio di lividi dopo la morte, il quale invita Watson a condividere il suo nuovo appartamento a Baker Street; Watson accetta. Si arriva poi a natale del 1895, dove Watson e Holmes stanno girando su una carrozza a Londra, e il giornale The Strand sta promuovendo una nuova storia di Watson, "L'avventura del carbonchio azzurro". Arrivati a Baker Street vengono visitati dall'ispettore Lestrade, che si presenta a Holmes e Watson con un caso sconcertante: Emilia Ricoletti, una sposa impazzita, aveva sparato dal balcone ai passanti, per poi suicidarsi sparandosi in bocca. Più tardi il signor Ricoletti, mentre usciva da una fumeria d'oppio, era stato affrontato da Emilia, ancora vestita da sposa, che gli aveva sparato prima di scomparire nella nebbia. Incuriosito dalla sopravvivenza apparente di Emilia, Holmes accetta il caso. All'obitorio, uno scontroso dottor Hooper informa Holmes che la donna che si è uccisa, la donna che ha ucciso il signor Ricoletti e il corpo a portata di mano sono stati tutti identificati come Emilia Ricoletti. Ostacolato, Holmes perde interesse al caso. Quando però la sposa torna apparentemente per uccidere altri uomini, deduce che questi sono crimini eseguiti con lo stesso copione.


Mesi dopo, Mycroft Holmes affida un caso al fratello: il marito di Lady Carmichael, Sir Eustace Carmichael, ha ricevuto un avvertimento minaccioso, sotto forma di semi d'arancio, inviato a lui in una busta. Sir Eustace si dimostra poco collaborativo, descrivendo sua moglie come "isterica". Quella notte, Holmes e Watson sorvegliano casa Carmichael, riuscendo a intravedere la sposa fantasma, che però scompare proprio davanti ai loro occhi. Si sente poi il rumore di vetri infranti e l'urlo di Sir Eustace, seguito da quello di Lady Carmichael. Holmes trova Sir Eustace pugnalato a morte, apparentemente da Emilia, che spaventa Watson alle spalle e poi scappa attraverso la finestra rotta che il medico doveva sorvegliare. Poco dopo vengono raggiunti da Lestrade, che fa notare a Sherlock un biglietto attaccato al pugnale, non notato da Holmes solo perché non c'era quando ha trovato il corpo, dove si legge "Missed me?" (Vi sono mancato?) la stessa frase usata dal moderno Moriarty. Dopo aver insistito sul fatto che la soluzione del caso è così semplice che anche Lestrade potrebbe risolverlo, Holmes si mette a meditare per diversi giorni. Moriarty gli appare e lo schernisce sul fatto che Emilia è ancora in vita nonostante si sia sparata alla testa, alludendo alla somiglianza con il proprio suicidio nel XXI secolo.


Holmes è poi risvegliato da Watson nel passato, apparentemente in delirio per la soluzione di cocaina in soluzione 7% che aveva assunto. Holmes riceve un telegramma da Mary Watson che dice di aver trovato co-cospiratori di Emilia in una chiesa sconsacrata. Scoprono e interrompono un gruppo segreto, un Movimento per i diritti delle donne, di cui fanno parte il dottor Hooper (che si credeva fosse un maschio) e Janine Donlevy. Holmes spiega che hanno usato una finta Emilia per simulare il suo suicidio, che con la complicità del gruppo ha fatto portare in obitorio il cadavere mentre Emilia la sera uccide il marito creando la sposa vendicatrice. In seguito si è fatta uccidere, e il primo cadavere è stato sostituito dal suo (che è quello che Holmes, Watson e Lestrade hanno visto all'obitorio). Da allora, le donne hanno usato il simulacro della sposa per uccidere i mariti che le maltrattavano. Da ciò Sherlock ipotizza che Lady Carmichael, essendo un membro della società, abbia in realtà ucciso il marito. A questo punto, si avvicina la sposa che non è, però, Lady Carmichael, ma Moriarty. Sherlock si risveglia nel presente, dove insiste nel disseppellire Emilia per dimostrare che il cadavere "doppio" è sepolto sotto la bara. Nel farlo, sente il cadavere di Emilia ripetutamente sussurrare "Non dimenticarmi". Il cadavere si muove per attaccarlo e Holmes si risveglia nel passato su una sporgenza vicino alle cascate di Reichenbach. Moriarty appare e dice a Holmes che è ancora bloccato nel suo palazzo mentale, e Holmes si rende conto che stava ancora sognando mentre disseppelliva il cadavere. I due lottano e Moriarty prende il sopravvento, ma appare Watson che tiene Moriarty sotto tiro e poi lo spinge giù dal precipizio. Chiede poi a Holmes come può svegliarsi nel presente, e Holmes decide di buttarsi, fiducioso che sopravviverà.


Se il titolo è tratto da una frase de Il cerimoniale dei Musgrave, l'episodio contiene diversi elementi o riferimenti a racconti e romanzi del canone sherlockiano: L'ultima avventura, I cinque semi d'arancio, la soluzione di cocaina al 7 % de Il segno dei quattro, Uno studio in rosso, Il mastino dei Baskerville, L'interprete greco, L'enigma di Reigate, L'avventura del carbonchio azzurro e L'avventura del Cerchio Rosso.


Dovevamo aspettarcelo. Steven Moffat e Mark Gatiss ci hanno gabbato per l'ennesima volta. Il tira e molla di anticipazioni-ganci-bugie-strizzate d'occhio tra gli autori di Sherlock e il loro fedele pubblico prosegue con Sherlock - L'abominevole sposa, speciale natalizio a lungo atteso. Il film - perché di film vero e proprio si tratta, con tanto di release cinematografica (in Italia lo vedremo nelle sale il 12 e 13 gennaio grazie a Nexo Digital, ma sarà dura per i poveri spettatori italiani tapparsi occhi e orecchie fino ad allora per evitare di rovinarsi la sorpresa) - è stato preceduto da un battage pubblicitario che svelava l'ambientazione ottocentesca.


Ma si sa che il mefistofelico duo di sceneggiatori britannici non ama risultare prevedibile e non mantiene mai ciò che promette. Sherlock - L'abominevole sposa è, dunque, lo speciale natalizio ambientato nel passato che attendevamo, ma è anche molto, molto di più.


In un perfetto gioco di specchi, Sherlock - L'abominevole sposa si apre esattamente come, sei anni fa, si apriva Uno studio in rosa, primo episodio dello show targato BBC. All'epoca il pubblico rimase deliziato dai rimandi tra i romanzi di Arthur Conan Doyle e il nuovo contesto - una Londra livida, moderna e ipertecnologica. Oggi che Sherlock stesso si è trasformato in canone, il gioco si è capovolto ancora una volta e l'incipit vittoriano vede il Dottor John Watson che, in voice over, racconta il dramma della campagna in Afghanistan (quello della guerra anglo-afghana del 1880, stavolta) e la difficoltà di reinserirsi nel tessuto sociale londinese da reduce ferito nel corpo e nello spirito. L'incontro fortuito con un conoscente - guardacaso il solito rubicondo Mike Stamford, interpretato ancora una volta da David Nellist - gli darà l'opportunità di entrare in contatto con l'eccentrico Sherlock Holmes il quale lo inviterà a condividere con lui l'affitto al numero 221B di Baker Street.


"I fantasmi non esistono" tuona il razionale Holmes a un intimorito John Watson. E' così che, nel passato come nel presente, lo abbiamo conosciuto. Lucido, razionale, meticoloso. Mentre tutti intorno a lui si lasciano trascinare dall'ebrezza dell'idea dello spettro che esce dalla tomba in cerca di giustizia, l'investigatore di Baker Street analizza ogni indizio per trovare una risposta logica ai delitti dell'abominevole sposa. La risposta non tarda a giungere e ha le fattezze della nemesi di cui tanto attendevamo il ritorno. I morti non possono tornare indietro...


...eppure è Moriarty in persona quello che ritroviamo nel salotto di Miss Hudson. Interpretato da un Andrew Scott in grandissima forma, Moriarty è la scossa che fa cambiare passo all'episodio. E' la presenza che dà senso ai numerosi anacronismi disseminati ad arte nella Londra vittoriana immaginata da Moffat e Gatiss (come potrebbe essere plausibile, altrimenti, un Mycroft che usa termini come "virus nei dati"?). E' il segreto che si nasconde dietro l'abominevole sposa, il cui suicidio non è altro che un doppione del plateale gesto compiuto da Moriarty sul tetto del St.Bartholomew's Hospital. Nell'universo di Sherlock i morti non restano tali a lungo, ma anche da defunti riescono a compiere azioni terribili. Dobbiamo ammetterlo, Moriarty ci era mancato e rivederlo flirtare spudoratamente con Sherlock mentre mastica chewingum e lecca la sua pistola è l'ennesima strizzata d'occhio omoerotica introdotta dai pestiferi Moffat e Gatiss.


Non paghi, i due autori continuano a seminare ammicchi omosessuali (vedremo Moriarty vestito perfino da sposa) per la gioia dei fan, alimentando l'universo parallelo delle fanfiction dedicate allo show. In questa stessa direzione va la scomoda conversazione "intima" che precede la comparsa della sposa a casa di Eustace Carmichael in cui John Watson tenta di mettere alle strette Holmes, facendogli confessare la ragione della sua ostinata singletudine e riesumando addirittura Irene Adler (in vista di un possibile suo ritorno nella quarta stagione, sospettiamo). Il tutto in preparazione del gran finale in cui ci attende un triangolo sentimentale omo. 041b061a72


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